La fotografa d’arte Martha Micali nella casa delle donne del cirs

Trentatrè scatti per raccontare la vita in una struttura

che protegge le vittime di violenza. E che ora ha bisogno di tutti voi

 

MESSINA. Una mamma che piega i panni. Sullo sfondo il suo bimbo che gioca. Un’altra, palmo contro palmo col proprio piccolo, è certo che gli sorride. Ma a noi non è dato vedere. Tutt’intorno, particolari come in un deja vu della nostra infanzia: un pesciolino rosso in una vaschetta davanti al davanzale della finestra, un cavallo a dondolo di legno che sembra guardare dentro una culla carica di peluche, le impronte fucsia delle manine di un bimbo che sperimenta le sua prima arte.

E’ questo il frutto di un intenso lavoro fotografico realizzato per il Cirs di Messina dalla fotografa d’arte Martha Micali. Si tratta di un reportage fotografico in pieno stile  Street Photography, che raccoglie 33 immagini inerenti la vita quotidiana della Casa Famiglia “La Glicine”,  struttura gestita dal Cirs, Comitato italiano di reinserimento sociale, che da trent’anni ospita giovani donne in difficoltà o ragazze vittime di violenze e che ora il Cirs vuole salvare dalla speculazione edilizia acquistando l’immobile che l’Ipab proprietaria ha messo in vendita senza tener conto né delle difficoltà di un trasferimento imposto né delle volontà di chi quell’immobile ha donato alla città con uno scopo ben preciso: sostegno e supporto a donne e bambini.

In questa “narrazione” della giovane artista messinese Martha Micali, la compresenza di una dimensione simbolica, storica, rituale, intrinsecamente connessa a luoghi e gesti e una semplicità nella descrizione di un tempo presente e ordinario. Una dimensione da proteggere, da salvare, che ci porta dentro le cose, grazie alla lente di una artista che ha saputo costruire  un racconto delicato, un ponte fra noi fuori la casa e le donne che lì dentro hanno trovato un porto sicuro, un riparo e una speranza. Una decina di donne, in gran parte con i loro piccoli, che nella Casa Famiglia “La Glicine” provano ad allontanarsi dalla violenza e a ricostruire con serenità la propria autonomia.

Le immagini sono state scattate e messe a disposizione dall’artista nell’ambito della campagna funfraising #1CASAPERILCIRS, lanciata a febbraio di quest’anno, e finalizzata alla raccolta fondi per l’acquisto della casa delle Donne. Dal 20 giugno, le foto – stampate gratuitamente dallo studio di Giovanni Isolino – saranno oggetto di una mostra realizzata nell’ambito dell’evento “Tributo ad Adolfo Celi” che si svolgerà dal 20 al 24 giugno, organizzato dal Cirs, con ricavato devoluto interamente alla Casa Famiglia.

Sarà un omaggio in parole, musica ed arte all’attore, regista e sceneggiatore messinese. La famiglia di Adolfo Celi ha anche permesso di intitolare un premio che renda omaggio al mitico cattivo di “007 – Operazione tuono” e straordinario professore Sassaroli in “Amici miei”.

Un sostegno importante per la Casa delle Donne è arrivato anche da tanti artisti - come Silvio Orlando, Roberto Nobile, Gianmarco Tognazzi, Vittoria Belvedere ed Elena Sofia Ricci  – che in questi ultimi mesi, con il pay off “Prova a dire Cirs”, hanno prestato generosamente la propria immagine per sensibilizzare sulla necessità di difendere la Casa Famiglia, per far sì che rimanga patrimonio della città e punto di riferimento per tutte le donne in difficoltà del centrosud. (https://www.youtube.com/watch?v=OwrHnSKxeGs)

 

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