Il 13 novembre 2025 l’Istat ha pubblicato la dodicesima edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES). Nel documento si riportano tendenze e disuguaglianze di benessere – con riguardo al periodo 2014-2024 – in diversi settori, quali istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, politica e sicurezza, con dati specificamente riferiti alle donne.
Nel campo dell’istruzione emerge che nel 2024 il 66,7% delle persone di 25-64 anni ha almeno una qualifica o un diploma secondario superiore: la quota sale al 69,4% tra le donne, rispetto al 64% degli uomini. Le persone di 25-34 anni laureate o con un titolo di studio terziario sono salite al 31,6%, rispetto al 30,6% del 2023 e al 27,9% del 2018: l’aumento è dovuto principalmente alle donne, che presentano quote più elevate e in maggiore crescita rispetto agli uomini.
In ambito lavorativo, nel 2024 il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni continua a crescere (+0,8 punti percentuali, 67,1%), ma con minore intensità rispetto agli anni precedenti. Il divario di genere è stabile sui 19 punti e si riduce al crescere del titolo di studio posseduto (7,2 punti percentuali per i laureati). Il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro scende al 13,3% (-1,5 punti percentuali rispetto al 2023), soprattutto tra le donne (-2,1 punti percentuali). Sempre nel 2024, il 20,7% degli occupati tra i 25 e i 64 anni con titolo di studio terziario svolge una professione poco o mediamente qualificata: purtroppo, il valore più elevato si registra tra le donne (24%; tra gli uomini, 16,5%). Inoltre, diminuisce la quota di occupati in part time involontario – ovvero, quanti lavorano part time perché non hanno trovato un lavoro a tempo pieno (8,5%, -1,1 punti percentuali in un anno): il calo interessa più le donne (-1,9 rispetto a -0,5 punti percentuali per gli uomini), ma per le donne occupate la quota di part time involontario è tripla rispetto agli uomini (13,7% e 4,6%).
Con riguardo alla politica, nel 2024 il 43,2% dei membri dei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa è composto da donne, valore al di sopra della soglia prevista dalla norma nazionale (Legge Golfo-Mosca) ma non sufficiente a raggiungere il target del 45% indicato dalla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. Le donne elette alla Camera e al Senato della Repubblica nella XIX legislatura (2022-2026) sono circa un terzo del totale (33,7%) e la presenza femminile nella politica regionale è cresciuta di 3,3 punti percentuali (da 23,1% nel 2023 a 26,4% nel 2024).Infine, quanto al comparto sicurezza, i dati riferiti al 2023 dicono che l’88% degli omicidi femminili è stato commesso da una persona conosciuta: circa 4 donne su 10 sono state uccise dal partner, il 12,8% da un precedente partner, il 26,5% da un familiare e il 7,7% da qualcun altro che conoscevano (amici, colleghi ecc.). La situazione è molto diversa per gli uomini: nel 2023 solo il 37,4% è stato ucciso da una persona conosciuta e, tra queste, il 2,9% dal partner; nel 62,6% dei casi l’autore è invece sconosciuto o non identificato dalle forze dell’ordine.