Il 15 luglio 2025 è stato pubblicato il XXIV Rapporto annuale dell’INPS, che presenta dati e analisi riferiti a temi centrali come l’impatto dell’esperienza genitoriale sui percorsi professionali.
I risultati evidenziano che la genitorialità ha effetti differenti su uomini e donne: i padri tendono a migliorare la propria posizione lavorativa, mentre le madri subiscono una “child penalty”, ovvero un peggioramento retributivo che si accentua a ogni nuova nascita.
L’impatto della nascita del primo figlio sulle retribuzioni e l’evoluzione successiva delle retribuzioni stesse sono diversi anche in ragione del numero di figli (uno, due oppure tre o più). Per i padri la traiettoria retributiva rimane crescente anche a prescindere dal numero di figli; le madri con un solo figlio riescono a recuperare interamente la perdita retributiva entro tre anni dalla nascita, mentre per quelle con più figli il percorso è più lungo e discontinuo, segnato da ulteriori cali in corrispondenza di nuove maternità.
Ciò rende sempre più lento il percorso di recupero: le donne con due figli recuperano intorno al quarto anno successivo alla nascita del primo figlio; quelle con tre o più figli, al quinto.