Il 26 giugno 2025, l’Istat ha pubblicato i risultati dell’indagine “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri”, condotta nel 2023, sui comportamenti offensivi e aggressivi tra i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia.
Le relazioni tra ragazzi possono essere difficili. È emerso che non di rado i rapporti risultano caratterizzati da interazioni tra una “vittima” e uno o più “prepotenti”; la prevaricazione dell’uno, o dei più, sull’altro avviene in maniera intenzionale e protratta nel tempo attraverso atti aggressivi di natura fisica e/o verbale e/o psicologica.
Ecco i dati:
– il 68,5% dei ragazzi 11-19enni dichiara di essere stato vittima di almeno un comportamento offensivo non rispettoso e/o violento, online e/o offline, e quindi ha subìto qualche episodio aggressivo, diffamatorio o di esclusione. Ad aver subìto questi atti più volte al mese è il 21% dei ragazzi; inoltre, per circa l’8% la frequenza è stata quantomeno settimanale.
Più della metà dei ragazzi (55,7%) si è sentita almeno una volta offesa o insultata, mentre minacce e aggressioni hanno riguardato circa 11 ragazzi su 100. L’esclusione/emarginazione è avvertita almeno una volta dal 43% dei giovani; la diffamazione ha riguardato invece quasi un ragazzo su quattro.
Se si guarda alla ripetitività degli atti, offese e insulti sono avvenuti più volte al mese per oltre il 14% degli 11-19enni, mentre l’esclusione ha coinvolto con frequenza quotidiana oltre un giovane su 10.
I maschi vittime di offese continue sono il 16% (contro il 12,3% riscontrato tra le ragazze), mentre le 11-19enni ripetutamente escluse durante l’anno sono il 12,2% (i ragazzi lo sono nell’8,5% dei casi).
Alla prevaricazione offline – cioè effettuata “in presenza”, con un faccia a faccia tra vittima e aggressore – si aggiungono gli atti oltraggiosi online: essere connessi tutto il giorno rappresenta ormai la normalità. Gli adolescenti sono i maggiori fruitori di internet: oltre il 90% dei giovani 11-19enni ha dichiarato di trascorrere almeno un paio d’ore al giorno in rete.
Da qui discende anche l’impiego delle tecnologie della comunicazione (invio di messaggi offensivi, insulti o foto umilianti attraverso sms, e-mail, chat o social network) per molestare qualcuno per un periodo più o meno lungo.
A tal proposito, il 30,1% degli 11-19enni ha dichiarato di aver subìto atti vessatori sia offline sia online. A essere stato vittima di atti esclusivamente online è il 3,8% dei ragazzi. Da ciò deriva che i ragazzi che hanno dichiarato di aver subìto, nel corso del 2023, un qualche comportamento oltraggioso online ammontano a circa il 34%: più i maschi che le femmine, con una differenza di 7 punti percentuali.