Il 21 novembre 2025 l’Istat ha pubblicato l’indagine La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia – Primi risultati anno 2025.
L’indagine – che fa parte di una rilevazione ancora in corso, i cui risultati complessivi verranno divulgati nel 2026 – è stata condotta da marzo a luglio del 2025 e ha riguardato circa 17.500 donne italiane tra i 16 e i 75 anni.
Tra gli aspetti indagati, le violenze agite dal partner, attuale ed ex; è emerso che queste violenze, sia fisiche sia sessuali, si distinguono per particolare gravità e durata nel tempo. Tra le donne di 16-75 anni che subiscono violenze ripetute dal partner attuale (circa 255mila), il 19,2% riferisce episodi che si protraggono da oltre dieci anni, e il 16,4% da più di cinque. Anche tra le vittime di violenze ripetute da parte di un ex partner (circa 1 milione e 413mila), la durata è spesso elevata: il 21,9% riporta episodi protrattisi per oltre cinque anni.
In molti casi le violenze determinano conseguenze fisiche rilevanti (circa 718mila donne ferite nel corso della vita), in conseguenza delle quali il 17,9% delle donne ha dovuto recarsi al pronto soccorso durante la relazione, il 17,4% è stato ricoverato in ospedale e il 4,4% ha dovuto interrompere l’attività lavorativa. A rendere ancora più difficile la quotidianità delle donne, le forme di violenza psicologica ed economica, che contribuiscono a mantenerle una condizione di soggezione e dipendenza.
A seguito delle ripetute violenze fisiche o sessuali subite dai partner (attuali o ex), più della metà delle vittime soffre di perdita di fiducia e autostima (54,8%). Tra le conseguenze sono molto frequenti anche ansia, fobia e attacchi di panico (48,4%), disperazione e sensazione di impotenza (44,4%), disturbi del sonno e dell’alimentazione (43,6%), depressione (31,6%), nonché difficoltà a concentrarsi e perdita della memoria (26,4%), dolori ricorrenti nel corpo (18%), autolesionismo o idee di suicidio (11,7%), e infine difficoltà nel gestire i figli (10,7%).
Emerge inoltre che sono soprattutto i partner, attuali ed ex, responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, con quote superiori al 50% (fatta eccezione per le minacce), e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro, nonché dei rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 63,8% degli stupri è infatti opera di partner (il 59,1% degli ex partner, il 4,7% del partner attuale), il 19,4% di un conoscente e il 10,9% di amici. Solo il 6,9% è opera di estranei. I tentati stupri, oltre a quelli subiti dall’ex (29,9%), sono perpetrati più spesso da conoscenti (24,1%), amici (13,4%) ed estranei (17,2%).
Nel 2025 è stata rilevata per la prima volta una forma di stupro in contesti particolari, quando la vittima non è in grado di rifiutarsi o di opporre resistenza perché è stata drogata o è sotto l’effetto di alcol; questa situazione riguarda l’1% delle donne ed è riconducibile in prevalenza a ex partner (38,9%), conoscenti (35,3%), amici (23,4%) e sconosciuti (8,3%).