Il 25 settembre 2025 l’Istat ha pubblicato le tavole di dati sulla violenza, riferite al primo trimestre dell’anno in corso: riguardano le chiamate al numero di pubblica utilità 1522 da parte di utenti e/o vittime.
Le tavole riportano informazioni sulle forme di violenza più diffuse: come nei trimestri precedenti, prevale la violenza fisica, che interessa quasi la metà delle vittime (39,8%), seguita dalla violenza psicologica (33,8%). Nei casi in cui le vittime dichiarano di aver subìto diversi tipi di violenza, è proprio quella psicologica a comparire più spesso in associazione con altre forme. Rilevante è inoltre la presenza della violenza economica, con 806 segnalazioni.
Dalle tavole emerge inoltre che gli episodi di violenza hanno spesso una durata prolungata: oltre la metà delle vittime (53%) ha dichiarato di subirli da anni. Questo vissuto continuativo ha un impatto rilevante sul benessere emotivo e comportamentale: il 59,5% delle vittime ha riferito di provare stati di ansia e una condizione di marcata soggezione.
Per quanto riguarda il luogo in cui la violenza si consuma, anche nel primo trimestre del 2025 la casa si conferma il principale scenario: la indica come tale il 68,7% delle vittime (percentuale sostanzialmente invariata rispetto al 2024).
La violenza subita si riflette anche sui figli delle vittime: oltre la metà delle donne (56,7%) dichiara di avere figli e, tra queste, il 54% ha figli minori. In una quota significativa di casi, i minori risultano direttamente coinvolti: il 25,7% ha infatti assistito alla violenza e l’ha anche subita, mentre nel 36,9% dei casi ne è stato “solo” testimone. Questi valori, in linea con quelli dei trimestri precedenti, confermano la persistenza del fenomeno della violenza assistita.
Quanto all’autore delle violenze, restano costanti e prevalenti le figure del partner e dell’ex partner: il 49,7% delle vittime indica come autore il partner attuale (convivente o meno), il 21,6% l’ex partner, lo 0,8% un partner occasionale e il 10,7% un familiare.
Dalle tavole emerge infine che, nel periodo considerato, circa il 75% delle vittime non ha denunciato la violenza subita alle autorità competenti: la motivazione principale è la paura delle reazioni dell’autore.
Tavole Istat, La violenza nel 1° trimestre 2025, pubblicate il 25 settembre 2025.