Pubblicato su Oggi n.25 del 27 giugno 2019.

Cara Michelle,
Madonna ha detto di essersi sentita “stuprata” dal “New York Times” perché, nel ritratto pubblicato in occasione dell’uscita del suo nuovo disco, non è stata raccontata come donna e artista ma come una sessantenne che difende il suo spazio in un mondo di ragazzine. Lei sostiene che, se fosse stata un uomo, la sua età non sarebbe nemmeno stata menzionata. Secondo te ha ragione?
Bea

Cara Bea, secondo me Madonna ha ragione e torto contemporaneamente: ha ragione perché è vero che l’età degli uomini in genere non viene menzionata in riferimento alla loro carriera e ha torto perché spesso la loro età viene menzionata… ma solo per fare commenti del tipo “è più sexy a sessant’anni di quando ne aveva trenta”, “cinquantasette anni così ben portati”, “a settantacinque anni ha ancora l’energia di un ventenne” ecc. Tra l’altro, mi è capitato di notare che molti (non solo uomini), spesso sono davvero più attraenti in età matura di quanto non lo fossero a vent’anni: probabilmente perché il passare del tempo rende il loro sguardo e il loro sorriso forse meno smaglianti ma di certo più consapevoli e intensi, di sicuro perché – anche se quasi tutti aspiriamo a sembrare un po’ più giovani e ad avere un aspetto piacevole – non si ostinano a voler sembrare ragazzini quando non lo sono più; di contro, ne ho visti tanti – uomini e donne – intestardirsi a vestirsi, pettinarsi, (cercare di) muoversi, ma soprattutto esprimersi, come se il tempo per loro non fosse passato. Un po’ come volersi strizzare a tutti costi in un vestito diventato troppo piccolo! Ma quello che andava bene in una certa fase della vita difficilmente potrà essere adatto a noi fino alla morte.
Detto questo, il diverso modo di considerare l’invecchiamento di uomini e donne è una delle tante forme in cui si declina la diseguaglianza tra i sessi: di fronte a un sessantenne che si accompagna a una quarantenne nessuno si meraviglia (e molti esaltano il fascino maturo del signore in questione), mentre a ruoli invertiti si meravigliano tutti e i commenti sono perlopiù a sfavore della “tardona”. Sotto questo aspetto, è un dato di fatto che la natura e la biologia favoriscono gli uomini, ma non è un buon motivo per alimentare lo stereotipo secondo cui un sessantenne è nel pieno della maturità e una sua coetanea è ormai invisibile. Il punto, secondo me, è che il fascino maturo non è patrimonio esclusivo degli uomini e che tentare di rincorrere la giovinezza è una debolezza che non conosce genere sessuale. Rimane il fatto che accettare con grazia il passare del tempo è una qualità preziosa – se non altro, perché la gioventù non è eterna –, dunque dovremmo cercare di coltivarla; questo significa anche non perdere di vista il bambino che è in noi e che ci permette di continuare, nonostante tutto, a stupirci, commuoverci ed entusiasmarci.

Michelle Hunziker

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