Il 22 novembre 2025, Fondazione Doppia Difesa Onlus con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Fondazione Lavoro hanno rinnovato per ulteriori due anni il Protocollo d’intesa siglato nel novembre 2023.
La volontà di rinnovo è scaturita dalla consapevolezza che la violenza di genere, inclusa quella economica, continua a essere un problema gravissimo, nonché dalla considerazione delle criticità permanenti in tema di parità di genere nel mercato del lavoro.
Nel 2024 (1) le donne uccise sono state 111, di cui 96 in ambito familiare/affettivo; di queste, 59 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner; e nei primi nove mesi del 2025(2) le vittime donne sono state 73, di cui 60 in ambito familiare/affettivo – tra queste, ben 44 sono state uccise a opera dal partner, attuale o ex. Nel primo trimestre del 2025 (3) la casa è stata indicata come il principale scenario della violenza dal 68,7% delle vittime (percentuale sostanzialmente invariata rispetto al 2024) e sono rimaste prevalenti le figure del partner e dell’ex partner quali autori delle violenze.
Queste donne vivono nella paura e la loro vita è a rischio in casa più che altrove; in molti casi subiscono anche violenza economica. Grazie alla Cassazione (4), e in coerenza con la Convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia con legge n. 77/2013, questa forma di violenza è stata ricondotta nel delitto di maltrattamenti in famiglia, sanzionato dall’art. 572 c.p., quando si manifesta in condotte volte a ostacolare l’emancipazione economica della donna, negandole la possibilità di intraprendere percorsi formativi e impedendole di trovare un’occupazione lavorativa.
Quanto al mercato del lavoro, la disparità tra donne e uomini nella partecipazione al lavoro resta significativa, sebbene nel 2024 l’occupazione femminile abbia fatto registrare segnali incoraggianti (5), in termini sia numerici sia di miglioramento della condizione professionale e contrattuale. Ciò nonostante, i divari di genere rimangono “costanti e irrisolti” (6): pur a fronte di una crescita nel tasso di occupazione, invariati sono per le donne, rispetto agli uomini, i tassi di disoccupazione e di inattività, quest’ultima fortemente caratterizzata dal genere (la cosiddetta “trappola dell’inattività”) e determinata soprattutto dal lavoro di cura storicamente gravante sulle donne. La loro partecipazione discontinua al mercato del lavoro, dovuta alla maternità e al lavoro di cura, è all’origine della segregazione del mercato del lavoro femminile italiano, sia orizzontale sia verticale, che insieme alla precarietà del lavoro (determinata dalla prevalenza di contratti a termine, stagionali, in somministrazione e intermittenti) limita fortemente la capacità di guadagno delle donne, esponendole al fenomeno del lavoro povero. Secondo i recenti dati CNEL (7), il tasso di occupazione femminile nel 2024 è pari al 53,7%, contro il 70,5 % di quello maschile. Infine, dal Rapporto BES (8) emerge che, anche sul piano della percezione della qualità del lavoro, la condizione maschile è migliore: sono meno numerosi i lavoratori uomini che percepiscono l’insicurezza lavorativa (3,7% uomini, contro il 4,7% delle donne). Le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro espongono le donne anche a un rischio più elevato di vivere in famiglie povere (20% delle donne contro il 17,8% degli uomini) o in condizioni di grave deprivazione materiale (5%; 4,5%).
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Note
(1) Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione centrale della polizia criminale, Servizio Analisi Criminale, omicidi con vittime donne, periodo 1° gennaio-31 dicembre 2024.
(2) https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2025-10/report-iii-trimestre.pdf
(3) https://www.istat.it/tavole-di-dati/il-numero-di-pubblica-utilita-1522-i-trimestre-2025/
(4) Cassazione penale, sez. VI, sentenza 13.01.2025, n. 01268.
(5) https://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2025/FS/Tendenze_de_occupazione_femminile_nel_2024.pdf
(6) Relazione biennale sullo stato di attuazione della normativa in materia di parità e pari opportunità nel lavoro, https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1473277.pdf
(7) CNEL, Bollettino 1/2025, L’offerta di lavoro nel 2024: donne, giovani e territori.
(8) Rapporto Bes Istat, Benessere e diseguaglianze in Italia – Istat.