Lo scorso 10 luglio, l’Istat ha pubblicato l’ottava edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) – Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’Agenda 2030. Il documento monitora annualmente gli avanzamenti dell’Agenda per l’Italia.
Il Goal 5 (uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) riguarda il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’emancipazione di donne e ragazze.
Dal Rapporto emerge al riguardo che tra il 2017 e il 2023 l’offerta di servizi specializzati per la protezione delle donne vittime di violenza (centri antiviolenza e case rifugio) è costantemente aumentata, passando da 1,69 a 2,74 strutture ogni 100.000 donne di 14 anni e più. L’indicatore relativo alla presenza di case rifugio ha registrato la crescita maggiore, aumentando da 0,77 a 1,39 e assestandosi, dal 2021, su valori superiori a quello dei centri antiviolenza.
Nel corso del 2024 sono state oltre 16.000 le segnalazioni al 1522 di donne vittime di violenza, con un aumento dell’11,5% rispetto al 2023. Dopo il picco registrato nel 2020-21, durante la crisi pandemica, e il successivo calo nel 2022, dal 2023 il tasso ogni 100.000 donne è tornato a salire (47,9 nel 2023 e 53,6 nel 2024). Nel periodo 2023-24 sono notevolmente aumentate le richieste di aiuto.
Nel 2023 il numero di omicidi commessi su donne è stato pari a 94. La percentuale di donne uccise dal partner attuale o precedente, oppure da un altro parente, è molto elevata, pari all’80,3; in altre parole, a differenza di quanto avviene per gli uomini, circa l’80% delle donne viene ucciso in ambito familiare (la quota risulta in lieve calo negli ultimi due anni: 84% nel 2021 e 82,5% nel 2022).
Di positivo c’è che nel periodo 2013-24 la partecipazione delle donne nelle principali sedi politiche e decisionali ha fatto registrare un progressivo miglioramento; l’aumento più considerevole riguarda i consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa (+25,4%), gli organi decisionali – quali Corte Costituzionale, Consiglio superiore della magistratura, Corpo diplomatico, alcune autorità (Privacy, Comunicazione, Concorrenza, Mercato) – (+7%) e i consigli regionali, dove nel 2024 il 26,4% dei consiglieri sono donne (erano il 15,1% nel 2013).
Infine, a partire dal 2023 migliora il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli: nel 2024 è al 75,4% e raggiunge il livello del periodo precedente la pandemia.