Il 14 luglio, l’EIGE (European Institute for Gender Equality) ha pubblicato, una ricerca sul femminicidio – incentrata sulla definizione e misurazione del femminicidio inteso come crimine distinto – che mira a migliorare la raccolta di dati sul fenomeno da parte degli Stati membri dell’UE.
Nel documento si ricorda innanzitutto che il termine “femminicidio” è stato introdotto per evidenziare la natura di genere e le dinamiche di potere e controllo sottese agli atti di violenza letale contro le donne, differenziandolo dal termine neutro “omicidio” che si riferisce semplicemente all’uccisione di una persona.
Si riportano anche alcuni dati (raccolti tra il 2023 e il 2024 dall’EIGE e riferiti al periodo 2014-2022) sul numero di donne vittime di violenza tra partner e di violenza domestica nell’UE. (Si precisa tuttavia che non tutti gli Stati membri raccolgono o segnalano sistematicamente dati sugli omicidi di donne, il che limita la disponibilità di informazioni complete.) Da questi dati emerge che le donne sono colpite in modo sproporzionato dagli omicidi commessi dal partner e dagli omicidi domestici. Con riguardo specifico all’anno 2022, rappresentavano la maggior parte delle vittime di omicidio da parte del partner (87%) e di omicidio domestico (60%), e il 42% delle vittime di omicidio da parte di qualsiasi autore.
Sempre con riguardo al 2022, è stato stilato un bilancio settimanale dei femminicidi in tutta l’UE: in 22 Stati membri, sono state 1231 le donne vittime. Di queste, 678 sono state uccise nel contesto di violenza domestica (dati riferiti a 18 Stati membri): una media di quasi 13 ogni settimana. All’interno di questo gruppo, 484 sono state uccise dai partner (dati di 17 Stati membri): quasi 10 ogni settimana.
Nella ricerca si dà anche atto dei progressi significativi registrati in tutta l’UE nella definizione e misurazione del femminicidio. Un numero sempre maggiore di Stati membri si sta muovendo verso la criminalizzazione del femminicidio e verso il miglioramento della raccolta dati, a dimostrazione di un crescente impegno nella lotta contro gli omicidi legati al genere; si cita in proposito l’Italia, oltre a Belgio, Cipro, Malta e Spagna. Infine, si forniscono raccomandazioni per migliorare la raccolta nazionale dei dati: in primis, “adottare definizioni giuridiche che riconoscano che il femminicidio è una forma distinta di violenza”.