Da La Gazzetta di Modena dell’1 ottobre 2025
«Vivevamo in un clima di terrore psicologico, tanto da decidere di abbandonare l’esercito. E quando sono tornata in Puglia, per 4-5 mesi sono rimasta disorientata: dovevo ricostruirmi una vita civile». È un passaggio della drammatica testimonianza di una delle soldatesse che accusano il tenente colonnello Giampaolo Cati, ex capo del Centro ippico militare (Cim) dell’Accademia di Modena, a processo per molestie persecutorie, violenza privata e abuso d’autorità. A denunciarlo, 11 militari, tra soldati e soldatesse (volontari in ferma prefissata, non cadetti), di cui 9 ammessi come parte civile (tramite avvocato Massimiliano Strampelli di Roma). L’imputato invece è difeso dall’avvocato modenese Guido Sola (assieme a Francesca Romana Pellegrini). Parti civili anche il Sindacato dei Militari (avvocato Piero Santantonio di Forlì), il sindacato dei carabinieri Unarma (avvocato Roberto Beretta di Monza) e la Fondazione Doppia Difesa (avvocato Claudia Sorrenti di Roma). Ieri davanti al giudice Elena Quattrocchi le due prime, intense, testimonianze.
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Stalking, testimonianze contro il colonnello Cati: “Attacchi di panico in addestramento, lavorare era diventato un inferno”
da Il Resto del Carlino dell’1 Ottobre 2025
Modena, 1 ottobre 2025 – “L’esercito non è questo. Segnalai fatti gravissimi al precedente comandante che mi rispose: ‘quello è il suo carattere’. Eppure ci sono colleghi che, solo vedendo Cati in addestramento, hanno avuto attacchi di panico”.
E ancora: “Ci obbligava la mattina a ripulire il selciato, mettendo i sassolini nei sacchetti del diametro di uno, due centimetri”.
E’ entrato ieri nel vivo il processo con giudizio immediato nei confronti del tenente colonnello dell’esercito Giampaolo Cati, accusato di stalking nei confronti di quattro donne e sette uomini, violenza privata con abuso dei poteri e di autorità, minacce e ingiurie ai propri inferiori. Tutti reati commessi, secondo l’accusa, nell’ambito delle sue funzioni all’interno del Centro ippico dell’Accademia che, in quel momento, guidava.
Ieri hanno testimoniato due delle undici presunte vittime e parti civili nel procedimento rappresentate dall’avvocato Massimiliano Strampelli. Costituiti nel processo anche il sindacato militari, doppia difesa e Unarma.