Il 2 luglio 2026 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione sull’attività svolta nel 2025. Il documento illustra i diversi ambiti di intervento dell’Autorità, la cui attività è stata tra l’altro finalizzata a contrastare il fenomeno della diffusione non consensuale di materiale a contenuto sessualmente esplicito tramite l’attivazione della tutela di tipo preventivo prevista dall’art. 144-bis del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196). 

Dalla Relazione emerge che il numero di segnalazioni in materia di revenge porn è stato considerevole anche nel 2025: 854 segnalazioni sono state trasmesse al Garante attraverso l’apposita procedura online disponibile sul sito istituzionale dell’Autorità. 

La principale tipologia di istanze pervenute è stata quella attraverso cui i segnalanti hanno manifestato timore per la diffusione di proprio materiale intimo, dopo avere ricevuto minacce in tal senso da parte di terzi non identificabili, in caso di mancato pagamento di una somma di denaro o di rifiuto di invio di ulteriore materiale (c.d. sextortion). Più circoscritti sono risultati, invece, i casi di temuta diffusione di materiale intimo per finalità vendicative, al termine di una relazione sentimentale intrattenuta dal segnalante (c.d. revenge porn). 

La trattazione delle segnalazioni perfezionate ha portato all’adozione in via d’urgenza di un consistente numero di determinazioni dirigenziali (nel complesso, 523), poi ratificate dal Collegio e dirette ai gestori delle piattaforme coinvolte per ottenere l’intervento di blocco preventivo del materiale a contenuto sessualmente esplicito oggetto della temuta attività di diffusione. 

Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Relazione annuale per il 2025, 2 luglio 2026

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