Il 21 novembre 2025 l’Istat ha pubblicato l’indagine La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia – Primi risultati anno 2025.
L’indagine – che fa parte di una rilevazione ancora in corso, i cui risultati complessivi verranno divulgati nel 2026 – è stata condotta da marzo a luglio del 2025 e ha riguardato circa 17.500 donne italiane tra i 16 e i 75 anni.
Tra gli aspetti indagati, oltre che sulle violenze agite dal partner e sulle violenze sulle giovanissime, l’attenzione si focalizza sulla violenza economica.
Nella legislazione italiana, a questo tipo di violenza possono riferirsi una serie di reati quali violazione degli obblighi di assistenza familiare e sottrazione all’obbligo della corresponsione dell’assegno divorzile.
Nell’indagine è stata definita “violenza economica” un insieme di comportamenti, per esempio l’impedimento a conoscere il reddito familiare, ad avere una carta di credito o un bancomat, a usare il proprio denaro, a lavorare.
Nel 2025, considerando le donne che hanno un partner o lo hanno avuto in passato, sono il 6,6% quelle che hanno subìto violenza economica.
Oltre a subire forti limitazioni dal punto di vista dell’autonomia finanziaria, alcune di loro sono escluse dalle decisioni sulle scelte legate, per esempio, all’acquisto di beni importanti per la famiglia o a interventi di ristrutturazione della casa.
L’indipendenza economica rappresenta un elemento chiave della libertà e dell’autonomia delle donne all’interno della coppia. Tuttavia, il 13,6% di quelle che vivono con un partner dichiara di non considerarsi economicamente indipendente. Tra queste, la vulnerabilità risulta particolarmente elevata: il 24,3% non partecipa alle decisioni economiche familiari e il 42,4% riferisce di subire forme di violenza economica, a conferma dello stretto legame tra dipendenza finanziaria e controllo o limitazioni esercitati dal partner.
Tra le donne che subiscono violenza economica, oltre la metà (53,6%) non dispone di un reddito personale ed è mantenuta da familiari conviventi: una condizione che accentua la dipendenza e riduce ulteriormente le possibilità di autonomia e uscita dalla violenza.